TinaSmeraldi

Archivio Fotografico. Ritratto. Reportage. Fotografia Analogica

REPORTAGE

GIA’ VISTO

“Già visto” nasce da un periodo trascorso all’interno di una missione e nei suoi dintorni, in un contesto già
attraversato da immagini, rappresentazioni e immaginari ricorrenti.
Più che cercare l’inedito, il lavoro prova a sostare dentro ciò che appare già noto: spazi abitati, architetture
vernacolari, soglie, presenze quotidiane, gesti minimi e tracce dell’abitare.
Le immagini non cercano di descrivere un luogo in modo esaustivo, né di restituirne una narrazione esemplare. Si
muovono piuttosto in una zona di attenzione laterale, dove il rapporto tra prossimità e distanza, visione e
ripetizione, presenza e rappresentazione resta aperto.
In un tempo saturo di fotografie, Già visto non prova a sottrarsi al problema del già visto, ma ad abitarlo: cercando,
dentro ciò che sembra familiare o già consumato visivamente, una possibilità di sguardo più lenta, più incerta e
meno immediata.

TRA CURA E RAPPRESENTAZIONE

In molte comunità del Kenya, la malattia e la disabilità non sono interpretate esclusivamente come condizioni mediche, ma assumono anche significati sociali, culturali e simbolici. In Kenya il corpo non è soltanto realtà biologica ma un luogo attraversato da credenze, significati e memorie collettive. Attorno alla malattia, alla disabilità e all’albinismo si intrecciano sguardi che oscillano tra cura, esclusione e appartenenza. Queste immagini abitano quello spazio fragile in cui la vita quotidiana incontra l’immaginario culturale, tra la vulnerabilità e la dignità, tra lo sguardo dell’altro e il diritto di essere semplicemente presenti.

NELLO SGUARDO DELLE DONNE